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Gallipoli
Da Tempi di Duilio Paiano -

La regione tarda a crearsi una propria immagine turistica 
DAI, PUGLIA, INVENTA IL MARE D'INVERNO! 

In mancanza di programmazione, impera il «carpe diem»
Come potrebbe vivere, la Puglia, la prossima stagione turistica?
La risposta non è agevole, per una serie di considerazioni attribuibili alla particolare collocazione geografica della regione, decentrata rispetto alle principali direttrici del traffico turistico, ed alla imprevidenza degli uomini. Esiste una certezza di fondo: le risorse naturali, storiche, artistiche, culturali che essa può proporre al turista. Di seguito, tutta una serie di incertezze e di problemi che sono legati quasi esclusivamente alla capacità di gestione di queste stesse risorse.
Non a caso si parla di «Puglie», per la molteplicità delle vicende storiche, territoriali, culturali, ambientali e sociali cui questa striscia d'Italia ha fatto da culla e che forse non trova riscontro in nessun altro angolo del nostro Paese.
Gestire l'insieme di queste vicende non è certamente agevole per alcuno, ma la riflessione non è sufficiente a cancellare la perplessità sulla politica turistica di questi ultimi anni.
Il turismo, per la Puglia, può davvero configurarsi come l'alternativa più credibile alla crisi occupazionale, risultato della dissennata corsa all' industrializzazione a tutti i costi e che ha prodotto ferite laceranti nel tessuto sociale della regione.
Un'alternativa programmata, però, che non sia parto del cannibalismo di imprenditori senza scrupoli, venuti da lontano, in preda all'irrefrenabile desiderio di assecondare la vocazione dei colonizzatori. Le risorse culturali e ambientali di questa regione vanno gestite da chi questa realtà vive, con la padronanza ed il rispetto delle cose che può mettere in campo solo chi le sente proprie. Ma tutto ciò non basta ancora. Occorre un salto di qualità, programmazione, piglio manageriale, intraprendenza promozionale; occorrono, soprattutto, professionalità e scuole in grado di preparare operatori turistici al passo con i tempi.

Sembra ancora lontano, come si vede, il tempo in cui l' «affare turismo» sarà affrontato, in Puglia, nella sua globalità, pianificando ogni cosa. Appare, soprattutto, ancora tutta da acquisire la convinzione che la stagione del turismo pugliese non può essere condizionata soltanto dal mare e dal sole e il movimento deve poter interessare, senza soluzione di continuità, tutto l'arco dell'anno.
Grotte e castelli, santuari e cattedrali, prodotti dell'artigianato, della gastronomia, vini tipici, musei e pinacoteche sono di tale rilevanza storica e culturale che non possono più essere considerate solamente un' alternativa, bensì l'ideale e convinto prolungamento della stagione del mare e dei boschi che trova la sua più gratificante esaltazione sul Gargano e sul Subappennino Dauno, e lungo le coste del Safento e del Tarantino.
La verità è che la Regione tarda a crearsi una propria immagine turistica, manca di serie e profonde penetrazioni promozionali in Europa. Lo stesso assessore regionale  al turismo, il socialdemocratico Giuseppe Affatato, cui pure va dato atto di una certa capacjtà di iniziativa rispetto al passato, tuttavia ha recentemente rilasciato solo dichiarazioni d'intenti in ordine alla creazione di due centri direzionali nel Salento e sul Gargano ed alle vie da «tentare» per iniziative promozionali.
Siamo, come è facile intendere, ancora al «carpe diem» ed ai tentativi, mentre la regione non è in grado di proporsi autonomamente come forza trainante capace di «creare» turismo.


ltaliasud
Mensile di attualità. cultura, fatti e problemi del Meridione
n.7 - Agosto 1984