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Poesia di Virginio Giovagnoli 
Uccelli 

Un vento ancora caldo tira.
Un fiore da pria sbocciato,
la corolla,
via ha portato.
Il sepalo,
nel pistillo s'incoccia.
Una foglia cade,
leggera come goccia.
Cupo è il silenzio,
ci si allocca.
Un merlo col nido sulla siepe di bacche rosse
attento sta ad un fruscio di animale che sotto striscia,
l'odiata sua nemica,
la biscia.
In mezzo al verde che il passo non cede,
del marrone e del giallo
s'intravede.
Il cuculo il suo cu, cu, fa sentire,
si nasconde,
è restio a farsi vedere.
Nel becco della gazza un luccicare riflesso,
il corvo la tallona,
non certo per amplesso.
La frenesia di un battito d'ali si accende,
nella fitta boscaglia
dove tutto si nasconde.
La beccaccia, silenziosa,
con la natura si confonde.
Il pensiero del sogno mio li segue
oltre l'occhio che tutto ciò non vede.

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