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mirto
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

Un sacerdote 

Dodici anni avevi quando le tue esili
gambe, un tempo molto malate
e bisognose di sostegno, ti portavano
lungo la gibbosa collina dove cresceva
il mirto e la saggina, dove la ginestra
le rocce infiorava, e le agavi, oblunghe
daghe, si paravano innanzi a un boschetto
di pinastri. E tu correvi contro il vento
con il tuo libero e allegro canto.
Un piccolo sasso lanciasti verso un nido
di passeri, ma colpisti il berretto
di un gran signore.
Per punizione, a lungo annunciata,
ti si aprirono le porte del seminario
dove tuo padre volle chiuderti.
Ma non furono porte della notte per te!
Fu l'incontro con il mistero, con la luce
che doveva illuminare la tua vita
esemplare di sacerdote.
A visitare la tua tomba verrò, anche se so
che tu non sei più là, a toccare il marmo
già opaco che il tuo nome porta.
Il tuo spirito aleggia oltre i confini del nostro
regno di fragile esistenza mortale,
in un orizzonte dove non volano più
i passeri che inseguivi, dove non fiorisce più
il mandorlo né il carrubo.
Pure, tornando al Padre, non sei andato
a mani vuote, ma hai portato gioie e sofferenze
di giovani che con te hanno fatto un lungo
tratto di cammino terreno.

a Mons. Corrado Contarina,
in memoriam

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