
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Movimento immobile
Se stai dinanzi all'altra sponda
del fiume e ti pare facile
annullare la distanza che non conosci,
perché non hai né il teodolite
né l'antica tavoletta pretoriana
o strumenti più raffinati e moderni
come il Laser o il GPS,
misura il vuoto con gli occhi,
considera le canne che giocano
con la corrente, non chiedere nulla
ai rami del piangente salice
che il limo su grossi sassi quasi
toccano, spezzando il corso dell'acqua.
Non mettere intermittenze nel valutare,
sempre guizzano i pesci nel liquido vuoto,
lascia che il tuo sguardo si allacci
al suono di una voce che ti sembra
familiare. Ti accorgi, poi, che non è quella
che vagava nella tua memoria.
La trovi meno cristallina,
meno intensa, forse più suadente.
Prendi allora le distanze e traccia infine
il confine. Ti illudi che tutto resti
come prima, che nulla cambi,
che in fondo non c'è separazione,
non c'è distanza tra le due rive,
che il lontano si annulla nel vicino,
che il movimento stesso
è immobilità, di tutte le cose
immobilità,
delle comete e delle stelle!
