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Poesia di Paolo Muccio
Sasso

Sasso,
figlio inerme
della terra.
Freddo spirito
senza colpa,
sacrificato al talamo
d’un pozzo di pietra.Martire
d’un piacere perverso,
strappato dal seno
della Madre,
confinato nel buio
fra le fauci dell’ignoto
schiacciato nel gelo
d’un triste abbandono.Immobile,
confuso scherno inerte
al gaudio d’aria,
fra le braccia del tempo
fedel tuo compagno.Riaffiora la memoria
d’una luce ormai lontana.
E taccion le voci.
Tempo spento
nel silenzio.
Attesa.S’ode un tonfo
d’improvviso.
Nulla più.Un sordo riverbero
nella quieta solitudine.

29/10/2014


Paolo Muccio © 2014 All rights reserved by Safe Creative

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