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Poesia di Lorenzo Corda 
Eterna Madre 

Dentro il Giardino Tu mi fai entrare
e sopporti il lungo tormento di un uomo.
Io sono qui a servirti,
così come posso.
Eterna Madre, distogli il volto
dalle mie piaghe,
io sono un povero poeta
che non si riconosce più in questo mondo.
Eterna Madre,
Tu che ti chiamasti Demetra,
Iside, Vergine Maria,
dolce volto, incofessabile splendore,
unifica il mio cuore diviso
in mille rivoli del dolore,
Tu che proteggi,
tergi lacrime di abbandono confidente,
ed incensa il mitico Giardino.