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    Poeti Emergenti
    Poesia di Gabriele
    Sara è la serena...


    Nel raccogliere da terra le parole rassegnate, a frasi poetiche
    tristi buttate via da altri poeti, dò un senso a questa
    obliqua vita mia che s'accetta disabile per essere
    compatita, con la lingua biforcuta d'altri è un tormento
    viverla con le belle canzoni estive ascoltate d'inverno
    nell'aspettare un residuo di primavera.
    Tutti fregati abbiam la vita, in un solco avvitato d'eventi
    sporchi esercitati, nel lungo cammino dell'esistenza
    molti stanchi stracciati non s'accorgono di vivere
    ognuno la propria storia al termine dell'apoteosi
    c'è il sigillo della morte… necessaria per dare un
    valore alla vita.
    Sara è la serena… che fà le previsioni neurologiche.
    Son io l'incazzato che trascina il corpo a mala pena
    rimediato per provare l'insolita resistenza umana…
    Con i fatti ricomincio da zero dopo la necessaria astinenza
    dai medicinali troppo usata la levodopa non più agisce sul mio
    corpo sciagurato, da anni tumefatto, pure drogato son dilaniato.
    Lì, un'insolito gregge di belle speranze bruca l'erba verde
    della speranza umana che si consuma con l'anima nel vedere
    sprazzi di normalità dalle foglie nel cuor ingiallite tuttavia, stò
    ancora qui a parlare dell'errore della vita al punto del non ritorno
    alla fine della mia misera esistenza… Muoio! Per settembre
    tolgo il disturbo ooh Dio per, stare sempre accanto a te,
    dare il giusto significato alla vita non solo mia.

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