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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele

Pazzesco!

Grazie a te, Signore!
Io sono il fantasma di me stesso all'ultimo grido
per tutta la sofferenza che mi dai con il dolore
peccato che non sia felicità, sarebbe pazzesco!
Forse, era chiedere troppo?
La sofferenza tutta è stipata nel vano della solitudine
è trattata nel vuoto spinto con la rassegnazione
dell'anima stupita nel cuore d'un corpo martire in
un colpo per lo spazio temporale della vita.
Ma quanti anni ho ancora da vivere come un mammifero
animale, il desiderio si consuma illuminata dalla fiamma
d'un fiammifero son un lucifero che vegeta nell'inferno
del suo male a marinare la vita repressa per una tranquilla
celeste esistenza vegetale.
Con quale angolo acuto della pazienza posso calcolare
il grado di sopportazione, con sacrificio, estremo la
sofferenza mia Signore ben sapendo di soffrire consumato
inutilmente a convivere con il mio male infinito, incurabile.