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    Poesia di Gabriele 
    Nel lebbrosario infernale

    Tu che mi hai fregato la salute cosa ci trovi di meglio a
    farmi vivere nella speranza d'una viennetta litigata.
    Lasciarmi vivere gelato come un cane in cerca d'un
    biscotto, le coccole con lui sono un sacrificio costretto
    a coabitare velando l'ingerenza sul vivere qui  è una
    continua eterna emergenza, in una coppa di champagne.
    Per una vita scontata non c'è più nulla da suggerire.
    Mortificante è per te Signore, non ci siamo!
    Perché dove sei non ci sei io non mi fido, non credo
    più in te… Padre nostro che stai nei cieli.
    Lui con me, non sa cosa deve dire è uno strazio
    nella tristezza di dover proseguire insieme, invano.
    Nel rispetto della natura umana ciò, da valore alla vita
    mia senza il piacere d'averla mai assaggiata, al gusto
    dell'amore.
    La salute vola fringuella nell'aria radiosa con due aliti
    di vento è un lucifero accaldato ma contento nel
    malvagio lebbrosario infernale.

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