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Poesia di Gabriele (Giampiero Iezzi)
La saga della mia famiglia

La tua fede è il nutrimento dell'anima ooh Signore con il
corpo abbiamo un motivo ingegnoso nel terrestre impero.
Un paradiso ex novo un plastico per il mondo bello, gioco
divino concepito con le pedine di questa nostra vita.
Son episodi di Dio da secoli racconti di ricordi con noi
attori è una storia a puntate come: La saga della mia famiglia.
Ooh Dio penso che basti così per la mia famiglia con
i disabili parkinsoniani già da tre generazioni il culo
lustriamo alle tue emozioni, per favore cambia la nostra
destinazione d'uso: Fa che sia di felicità per chi verrà
dopo di me… se merita!
Signore sei un'artista sceneggiatore regista, nell'infame
stanza del mio domicilio ch'è una prigione senza pigione
gratis, c'è una dama a scacchi, quadra nell'ombra colorata.
Per il gioco degli scacchi dove la dama giocando presto
o tardi da scacco matto pone fine alle pene della vita mia.
Stanco spallettato dalle medicine mi ronzano attorno
come zanzare assassine succhiasangue sono su di me
ignaro vampiro di giorno che s'ingolfa di cibo per fame
poi son provetto contorsionista del dolore ch'è doloso
cronometrista per i bisogni di un corpo perennemente
in sciopero generale.
Non ho più temi da proporre per un vivere inutile non c'è
sopravvivenza alla giornata la speranza è piena d'eventi
coercitivi da lui decisi costretto io a condividere. Invano.
Dove sei, negativo?
Sono un po' più in là nel mondo dei sensi: Ho sconfinato dal
cielo nell'al di là… Eeh vorrei avere un ricordo indelebile
da non dimenticare al probabile risveglio dopo il riposo
spallettato con il sonno chimico. Ahimè arrivo alle pendici
del sogno, lì resto sveglio rimestolo idee e droghe da
sopportare nel quotidiano strazio ormai indelebile
tatuaggio a rilievo con ill sangue colorado rosso… nero.