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Poeti Emergenti -
Poesia di Gabriele -
In  me!

Soffriamo inutili nel silenzio disdicevole comune.
In terra,
insieme siam catari eretici con la poesia ermetica
le parole sono schiave dell'eresia nei luoghi
dove l'erba verde dell'orto è piena di gramigna.
L'erbavoglio! A tratti poca resta a chi cerca onestà,
dignità e serietà che ignoti nell'aria girano vani.
Io esodato da Dio non so se son vivo perché non
so di che vivo.
D'inps? Eeh, se così vivo, perché vivo! Per farmi
anticipare il dovuto dal sacrosanto celeste a chi
in pena come me per raggiunti limiti della pazienza
aspetta le ferie perpetue la speranza dal buco
della finestra.
Ooh Dio devo tormentare la tua immagine in tutti
i luoghi del pianto, dimmi Signore come posso
debellare il parkinson è una tassa del dolore da
pagare ognuno diverso nel fare per poter agire.
Par una persona concepibile che cerca la somiglianza
umana e nasconde all'anima mia la fede in Dio.
Poesia parkinsoniana, da sempre tosta cocciuta,
ermetica in un pane con eresia quotidiana, sei
nel male un'onda del dolore che non esprime valore.
Nella morale, io resisto imposto in un corpo dove
sei un fuoco sacro che può cambiare il mondo
continuamente. O almeno tenti di farlo… In me!