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Poeti Emergenti -
Poesia di Gabriele -

Esodato

Più che rovinato, io rido amaro quando
condizionato son nel mondo ultra disabile.
Incurabile apprezzo le idee rosso banale
incandescente la rabbia sale nell`uscire non mi
accetto, non vivo se s`intingono di nero compatto
dall`anale esce e sporca la mia cupa estrema solitudine.
Voluta da voi in cielo per accertare il vivere represso
Tu, Signore non sai quanto male fai all`anima mia.
Qualcos`è dal cuor così lo devi accettar giampiero!
Dal nero della solitudine a mani giunte
volgo lo sguardo in cielo dove l`azzurro
fetente nel blù indiano dipinto sono
un puffo blù disegnato nel tuffo di un
destino esadisabile vivente nella solitudine.
Sopravvivo esausto disabile cronico chimico
incurabile nel color riconosciuto esodato
dai più dimenticato sfumato nel ricordo
tutti i giorni a convivere con il dolore.
Affinato disabile scemato di sopraffina
sapienza nella speranza di saper
quando le buone scelte danno i
buoni frutti un giorno per morire.