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Racconto biografico a puntate di giampiero iezzi -



Melia Azedarach.
La vita è bella come quella dell'Araba fenice.  In Marocco c'è  Assillah la città d'arte con le case oggetti ed altro compone  il paesaggio appena segnato anonimo bianco  di cenere dove tu anima entri  commuovi e fai sentita storia con impulsi di parole versati a telegramma poi ci anagrammi nei secoli il  destino umano. Gli anni sorpresi passati stanno a guardare il male trascorso va bene ma per il presente troppo e anche poco fa male.  Se ti fermi si riempie all'orlo  del pan grattato la mente con pensate partigiane povere d'inutilità.  Anbetalfan, quando il calabrone esce dal bozzolo,  la farfalla sta a ballare.  Per una volta, per questa primavera diamoci alla  follia Anbetalfan,guarda bene! le mie parole ti insegneranno a vivere, come le tre sorelle alla vecchiaia già anziane da bambine si ricordano di litigare.  Per amore  è una storia a filo come l'olio  che si consuma  come un comodato d'uso di  sentimenti tra anime inscindibile nel tempo. Seguo il racconto,  cercando di capire il  sintetizzato  stenografato  di Anbetalfan, lo scrivano  dello  gnomo Signore di Azedarach che ne ha pensate tante di storie sotto la pianta della Melia,  in  altri angoli  mentali riposti  al buio della luce. l'interruttore , la sera spegne la luce accende il sogno nel vano buio della mente  tutti i pensieri sono vispi grilli,  allegri come gli occhi dei bambini attente lucciole del desiderio all' ascolto del racconto dello  gnomo Signore di Azedarach che dimora nascosto nel fogliame dei rami profumati al  fiore  della Melia.  In un roteare di cloro confusi tutti  in  fila si aspetta di comporre frasi  in poesia. Un lieve venticello di tsunami muove all'alba la  Melia prima del chi chiricchi.  Sveglia il gallo pappagallo che strilla  allo gnomo signore di  Azedarach stracarico di cloro,  filla il suo  drone  che supersonico sfreccia l'aria violante si chiama lello è un pipistrello  che radar di notte fruga ovunque in cielo , terra in tutti luoghi scova  covi  garçonniere  gravidi di sentimenti al laser estremo di emozioni. il radar lello  è un spedire continuo di file raccolti nel crogiuolo mentale dello gnomo Signore di Azedarach elaboratore di poesie inedite fresche quotidiane  da erudire. Al solito manca lo scrivano Anbetalfan necessario che scrive e chiude stenografando  la catena di montaggio industriale ad arte  di comporre poesia moderna , a scopo di lettura non per lucro solo per bere versi  e nutrirsi al sazio di sentimenti al Bar della " Madonna degli Angeli" di quel Dio che tutti sorprende il prossimo a fregare se stesso come lo gnomo tutto preso come anima .... lui povero diavolo buono sulla terra per studiare e fare stage  come attore teatrale di scena  per avere la maturità come Angelo buono in servizio eterno in Paradiso.  Anbetalfan ancora giunge,  dove  sarà? Nell'aria commossa  dalla pioggia battente  il carillon non carica il tempo che passa e frega le ore  dalle mani rugose dal stropicciare  l'attesa lo gnomo Signore di Azedarach arrabbiato dalle troppe strofe telefonate dal suo editore che deve avere una poesia per chiudere la sillogue di  morte dell'interessato. Alla sera attende vano il ritorno di Anbetalfan, che gli torna a fagiolo caldo poi,  per essere cotto e mangiato come la poesia dichiarata per forza maggiore, senza diritti d'autore, al contentissimo editore. ...che inizia cosi:
titolo ( Oppresso dalla paura)
"Che ira truce nell'aria
gira mista a rabbia
di fretta esala a pelle
dal mio volto di pietra
i dannati fumi di odio, 
gassoso irritante tal....
Un vesuvio di pensieri  che
modella la faccia di roccia corrotta
in forme levigate e graffiate di
dolenti bollenti nel tardi agire
quando,  la mente lava a valle
tutte le stranezze del mondo.
Preso,  offeso  all'offrirsi
di una verità autentica
è amplificata al salice oppresso
il pianto umano al salice dalla paura
si resta a soffrire...con l'ignoranza.
L'anima gentile nell'offrirsi
recupera con un sorriso
per carpire un gesto di pace.
A  coloro, di chi ama,  che  rispondono
in malo modo presto,
per non essere mai accettati.
Intanto, lo scrivano ascolta la sentenza dello gnomo che gli decurta lo stipendio  per il   mancato introito della poesia...  succhiano l'esistenza di chi già vive senza un domani.  Anbetalfan,  noi  gnomi!  nudi siamo sporcati da tutto dimenticati dagli essere umani viventi  sai,   al passare delle ore strano è  al vivere animale per poetarsi un pò dell'aria sopraffina meandrata di nascosto tra le pieghe delle parole spendiamo il tempo carpiti dal capire le doppie di significato confuse nell'aria di confine  d'intenso contenute  nella fantasia improvvisate...> La dura voce a eco dello Gnomo riconduce la vita di chi la vive al sogno   dal  gorgheggiare soave per sopravvivere con il profumo di fiori alla truce realtà... Poi rivolto lo sguardo verso Anbetalfan , rieccheggia con l'erudire,  < Le hai contrabbandate al confine,   vuoi essere arrestato al portale google,  rientra  in te dalla tua e.mail su internet> lo gnomo alterato continua   per entrare nel mondo fantasia,quanto costano le parole che hai comprato?.. mica hai pagato  con la carta di credito  della banca della scimmia  eeh  Anbetalfan.... lo sai vero che siamo a corto di banane marocchine.  Il conto occorre farlo alla pianta di quelle verdi per organizzare il nostro futuro con quelle mature sicure>,    gli ridacchia dietro il socievole scrivano.  Non sipuò  fare il passo più lungo della gamba ad Assillah c'è la crisi economica,   per grattare pensieri appesi secchi sui bianchi muri. Io,  quale  Gnomo Signore di Azedarach abitante ad Assillah vorrei girare il mondo andare a Chieti a piedi...>  < Si.. si,  ci vai tu!>  gracchia  arrabbiato Anbetalfan,     gli arringa lo gnomo ,  culturali  con lo scopo di conoscerlo  risparmiando,  anche  per lavorare  ci sentiamo  con lo Skipe.>  Lui,   vuole bene allo gnomo  un bene più dell'anima suo arabo raccontastorie di traverse giornate  del destino di legno legate con l'età  non corrose ma scivolate di asfalto, binari  per resistere all'acido buttato  sulla nostra esistenza di malvagità alimentata da persone ancora tali al bisognoso riconvertire per vivere la vita portando nuovo tarlo nella società, come  keira un nome di figlia che sfutura all'aria e,  tutti gli altri attori con nomignoli che è un tutto un raccontare sghignazzando  di loro,  con  l'amico del sole, luminarie il commercia  liste,  umbertoide liscione piazzista, il gatto e la volpe ,  tutti insieme con altri dimenticati di Dio rivissuti nella storia.     è un amore travolgente in uno spazio troppo angusto.>....erudisce lo gnomo. < Ci sei Anbetalfan non ti vedo   qui vicino a me seduto all'ombra della Melia.  Se non mi stai a sentire  caro il mio scrivano non capisci neanche la metà di  quello che stò a dire,  allora posso proseguire?>  Infatti allora,  allora arriva un surf che si arena sulla battigia,      gnomo, qui  riflette un  soleado  masturbante>  e,  nel camminare Anbetalfan impreca  per i piedi cotti la sabbia bollente e lo gnomo a proseguire con l'erudire il racconto   lo  scritto del tuo passaggio, del commento hai lasciato l’assaggio graditissimo letto sulla  e. mail …. Io ci sono, parkinson permettendo, tu ci sei sicuramente … Lei, con certezza attende il mio arrivo alle sponde del lago per esternare, estivare presso i tuoi luoghi belli , è il nostro Amore  con  i sentimenti baciati  in POESIA. L'avrei preferito brutto un volto  di fortuna per riassemblare  la vita con la salute grazie al destino che nel corpo e nell'anima fà buon viso interiore alla mala sorte.> lo gnomo a Anbetalfan,     ho la bocca secca>  lo scrivano  nel'aprire nota un intreccio di ragnatele con ragni intenti a lavorare ,risponde   stanno cotonando la trama di certe ragnatele.... ti interessa?  gnomo  o con la secchezza della lingua, con le fauci continui a erudire   per portare qualcosa di buono al tuo editore,  qui sempre a  far cicale ci fregano il pane pure le formiche>.  Quasi è l'ora dopo le cinque della sera lo Gnomo Signore di Azedarach,  stà al fresco  della Melia,  da solo parla in collegamento skipe con il suo amico di Chieti...gli racconta della solitudine che triste sempre  l'aiuta  a intrecciare le ore dalla mattina alla sera. Scrive,  scrive sta sempre a scrivere di tutto trattiene,  identifica e traduce in parole del suo raccolto mentale quotidiano di fantasie in pseudo poesia.  Ciò non basta ogni tanto si fà coraggio ed esce   dalla galera con la sua invisibile malattia che lo trattiene come un cagnolino a guardia della sua cuccia. E' una palla al piede quando deve uscire  dagli arresti domiciliari per far capire al mondo che oltre alla garanzia della presenza dai carabinieri,  oltre la firma deve,  far vedere di essere  ancora vivo perchè  gira  la polizia  anti taccheggio pensione per verifiche fisiche su eventuali interessati  disabili prossimi,  al sotto sequestro totale da malattia, chiede il Certificato di esistenza in vita con foto  tessera  recente al comune rilasciata dall'anagrafe mortuaria. esclama lo scrivano che stenografa... continuando lo gnomo racconta del fatto che ogni 20 gorni esce da solo diverso essere  umano dalle 10 fino alle 12,  povero buono come un diavolo seduto al bar Madonna degli Angeli dove fa spesso scorciatoia il DIO  per tornare nel celeste impero fà la sua solita consumazione,  fà finta di leggere il giornale e,  con passo malandato riconduce in su la vita ... Lascia un  miracolo per il conto del suo consumato da pagare.   Arringa allo gnomo Anbetalfan < Dove?>   < sullo scontrino fiscale,  indica cinque numeri buoni da giocare al lotto.> Dallo skipe  l'erudire di una voce   l'anima nel corpo riprende la sua sensibilità rinnova ...La vita bella.>  Eeh,  ovvio per lo Gomo  è  seguire le previsioni meteo nel mentre  con lo Skipe  si collega al chiosco del  tempo  vento,nubi,sole luna fanno festa alla grande sotto il cielo stellato. C'è la scelta per la stagione dell'anno più consona per fare all'amore.< Facile!  lei l'Estate  è,  a ragione la più bella l'adorata con un fiocco di stoffa s'adagia sulla sabbia battigia bagnata alla riva si presenta prima donna con le onde del mare.>   Nel caldo feroce,l'Anbetalfan versione  dissetante,   dà  l'arrivederci alla Primavera ,  il poeta di chieti sciorinando vocaboli  sono stenografati dallo scrivano che la pensa    con parole liriche,  mute e  crude.  Racconta di un Cristo,  e lascia stare quel sogno sotto il cuscino... non fa per te>.  Già, lungo la via  lo scrivano prepara il terreno ,  in assenza dello gnomo incalza parlando allo skipe     Dio,  siamo i deboli offerti a loro noi disabili per pietà ci tollerano con falsa fede senza incidere in pubblico. Nella solennità dell'atto persecutorio poi   moralmente agiscono di stiletto con parole da loro tenute consone per il fatto scialbo  di offendere privatamente  scemati impantanati di un falso divertirsi poi,  sfogano la loro immaginazione resa fertile  dalla mediaticità  ingiornalata di chiacchiere e visioni.>     prosegue il poeta di chieti, < infatti nell'io  in cattività dove non c'è cultura o tradizione che tenga di  mente  bastarda, per loro, noi siamo i primi disabili    umani cassati  olimpionici della rogna sociale da evitare come la lebbra  e, alla vista corrono via per non essere colpiti dagli ostacoli del peccato, la   peste del loro perdono.> Per questo tutti pregano , tutti sperano ma,  nessuno,  dopo la morte da lì,  sà!   se si  ritorna umani  e,    gnomo che zitto zitto ascolti!>.    di marmo scolpito uomo di pietra duro resistente nel mondo disabile> prosegue lo gnomo,     attori veri  tuoi,  ooh  Dio!> incalza dallo skipe una voce da chieti  continua   sono, le vie del Signore  infinite in dirittura di arrivo. E' quella perspicace tensione nervosa che mi assale nel momento del bisogno il fare lo devo per forza, nel mentre poi ho l'obbligo del non devo. E'  un agire sintomatico nel tempo sistematico nei suoi giochi interruttori  li toglie si  concede, come dove e,  quando lui ti desidera>.Anbetalfan  stralunato non ci stà a capire più nulla, nel mentre lo gnomo  contento sussurra allo scrivano< Sei fortunato se la racconti, altri non possono fare nulla di poesia.>      permesso soffrire come sapere per il quanto, il quando  va a sorpresa. Altro non so!> dice lo gnomo rivolto alla voce dello skipe che prosegue    in cielo e,  stacco  lo sguardo  allo specchio apprezzo il mio essere in uno schifo di corpo al 100%. Eeh Dio mio, proprio di meglio non si poteva fare? Vero!>  Che motivo ha di esistere se non può avere la forza di violare l'aria per spostare la  puzza che cancrena la rabbia dalla  voglia  di  lavorare. In strada per  tutti  un riesumato morto  si concede  a interloquire  una parola pur scappata dalle labbra turgide portata con la saliva dalla bocca per sputare  disprezzo.  Anbetalfan e lo gnomo con gli occhi spauriti si guardano di sasso, muti immobili alla voce dello skipe...  addormentato  a riposare> , lo gnomo sta zitto e, lo scrivano , risponde  < si,   di sonno con sbadigli lunghi e un pò a noia vorrei lasciare tutto per andare al mare>. Maledire o benedire ,lo gnomo  riceve per posta dall'editore la richiesta di recensione volante  sulle poesie dei rampanti  scrittori di racconti un pò poeti di brani poliedrici al sentimento pseudo poetici  che si impantanano nelle sabbie mobili della prosa come quelle dello scrivano.  Tutto il giorno all'ombra della melia, lo  gnomo deve mediare con la mente di santa ragione per scegliere chi tra brani lunghi,  corti,  densi,  stretti, merita la convalida per la pubblicazione. I  poveri sentimenti stanchi di essere inutilmente evocati gassosi si perdono in quei labirinti di parole  ragionate scritte digerite  con una marea di paragoni lunari  nascosti nel significato troppo surreale confondono il valore della poesia  quella vera.< Nulla di bello,  non c'è un sorriso da masticare sono tutte tristissime invece che essere convalidate  dovrebbero restare al palo del dimenticatoio.> dice lo gnomo  che continua,  e, lo scrivano al dunque <  gnomo c'è una lettera più un avviso di raccomandata .> ancora lo gnomo  <  sicuro è il postino che al solito per la fretta non vuole mai aspettare e, mi lascia fregato.  Apro la lettera .... è del mio amico di  Chieti ...  così ve la leggo .   vecchio compensato,  con un po' di farina del mio sacco,  con dell'acqua per pianto addosso la pasta di uno gnoccolo  ammasso di grano duro... come, la mia storia resa a voi è, una scultura triste di parole musellate in poesia.  Sento che stò arrivando al tragurdo dei miei guai, non posso stare più fregato in questo corpo rosolato a fuoco lento più dal torto delle malelingue che la rovina vera è della ragione e del pensiero. Romantico!... è il passo,  della malattia mantecata nel crogiolo dei malori sentiti  intensi quanto un bicchiere di vodka  scolato da un alcoolista incallito. Con la testa libera, incosciente con la mente consumata,  con la ragione raso terra  alla ricerca di sani principi... Volo!     ...consueto  di transumanza  ma, tutto sarà vano.  Da bambino sereno aspettavo l'arrivo dello stormir d'uccelli perché una rondine non fà primavera.   Da ragazzo pellicano martin pescatore  beato di sogni e ideali  al pesce d'aprile mi si confondeva l'estate.  Dall'ultimo carnevale delle quattro risate  a caso per gioco prendevano le misure  croce di spalle, larghezza fianchi, giro vita,  eeeh subito!... arriva il regalo....   Forse ero quello giusto per indossare un cappotto doppio petto di buona fattura e,   grigio ancora così stò messo da te Dio...  a peregrinare la vita mia in solitudine come il "Passero solitario".> lo gnomo erudisce < molto bella , mah! chissà...> Nel mentre il sole che accompagnava il giorno dalla mattina a mezzogiorno si annerisce,  rifocilla il tempo  pomeridiano di nubi cariche con il passare delle ore cammina sulla sua strada l'anbetalfan in apparenza uomo trasandato mendicante stufo dell'esistere  in realtà sufato dalla cupa tristezza  del temporale che sovviene e sturba  di brutto tutti gli eventi stenografati dallo scrivano  forzati  dal destino. Moti dal cuore sono  disturbo  per l'anima  come sabbie mobili  tirano  e,dipingono  un quadro par l'immagine di tutti coloro in sofferenza,particolare per lui, scrivano,  con i ritocchi di un opaco su lucido sfondo tutto il nero  del giorno quotidiano  della notte fatti ad arte è un d'autore,  dalla   mattina alla sera. Dei pensieri distolti dalla solitudine timidezza,  pensieri  in età bollente  castigati di tristezza in catene reclusi giovani,  pensieri solitari avvinti con la solita tenerezza  dalla vecchiaia, alcuni arrivano incolumi a vedere la loro immagine del desiderio,  per venderli ad un inutile destino. Di Anbetalfan,  essi  sono il passa  e lasciar  vivere i giorni tra le pagine del racconto simili che par uguali all'amico dello gnomo... si quello di chieti che ha lo stesso mio modo di accettare lo stato imposto  alpino a Gemona senza un friul di gemito io genio al Cavazzo carnico.... sui miei principi estivi ideali  giovanili. Il modo di dare amore ,senza sapere del bacio,  scelto è stato colto da una  femmina, donna!....Il  modo strano di essere padre in silenzio per essere  un in...compreso a enigma dai figli.Il  modo del perchè adesso  in malattia a recriminare della vita in poesia...Il tempo trascorre molte ore sul  passato per trovare una  immagine vera. Meglio la foto d'interior viso che affonda lo sguardo allo specchio dello spazio visivo della  fantasia.  L'immagine sarà un graffiato di rughe dal contorno volto che decade con  lunghi capelli puliti crespati ondulati grigi ,  ciglia taglienti al sacrificio  con occhi di gatto fissi  a scrutare l'infinito.  segue...