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Poesia di Gabriele
Poeti Emergenti

Rarefatto nel bosco della cenere c'è
l'inferno nella stanza della casa mia.
L'anormale irrequietezza del vivere
concilia il sonno con lo zombi che
fantastica fantasmi in ogni risvolto
di sogno rigirato attorno al mondo.
Incredibile vedo con gli accidenti
venduti i nati per caso allo spiedo
acquisiti per strada, disabili, con
la vita per la via nell'età della ragione
rovina con tutta la gioventù pestando
i piedi alla vecchiaia… strillano a squarciagola
… La vita è sacra!
per chi sta bene, sarà tutta vissuta bella
tranne la mia storpia per essere recriminata
nella confusione d'essere comunque vissuta
nella natura la vivo… incriminata tutta
per essere cibo per la bestia animale. Cristo!
Per quale motivo vivo o morto dalla nascita
nel durante escluso, già privato del necessario
scalcagnato fregato al punto di partenza, stò
dal dottor morte a subir condoni per la visita
legale sul corpo… l'autopsia?
Nell'oceano della fantasia c'è un mare di illusioni
rigide scortate dal tappeto volante le stelle nel cielo
al buio della luce ultravioletta ritrovo il cammino
d'ombre al chiaro della luna cerco la quiete necessaria
per ritemprar lo straccio della vita mia.

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