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Poesia di Francesco Federico
L'Imperatrice invocata Sorge
Ti invoco,o ingenerata
tutta femmina,predatrice
sorgi dalla terra amata
dolce crudele amatrice
di grazia ribollente
cospirazione in cui dimoro
alba di ponente
colonna coperta d'oro
la seduzione del male
rapimento nei miei strilli
tentazione mortale
puntura dei tuoi artigli
nessuno portà mai dividerci
o Eva piena di peccato
stiamo per andarci
verso l'Impero disvelato
 
E quando la notte calerà
fenderemo insieme l'oscurità
la mia anima negli occhi tuoi,
o invocata che tutto puoi,
sarà versata con gran speme
per raccogliere l'arato seme
che dentro di te giace
guerra mascherata da pace
Rulla la carne,o Arcangelo,
succhiando asciuga la ferita
lasciala rotta e senza vita
o mia amato nero angelo
per te quanto ho bramato!
Pura e profumata d'inverno
invocata flamminea d'inferno
i miei segreti ho sotterrato
e ritiri per sempre la paura
donna affamata e sicura
impalchi la tua feritoia
sanguinerò per provocarti gioia
Tracceremo il declino di quest'età
insieme sotto sette Stelle
che nel rilascio di immortalità
ci scortano come sentinelle
Tu,che l'altra guancia non porgi
Tu,nella tua rete di ombre
di polveri lunari sgombre
tu,o mia Imperatrice,sorgi!
 
 
 
*Poesia contenuta nella raccolta "La Rosa Selvatica" ad opera di Francesco Federico.
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