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Poesia di Enza Lepore 
Ottobre

È arrivato ottobrino
col suo vento e ·pioggerella,
pioggerellina argentata
scendi, scendi , lieve, lieve;
annaffia i campi, boschi e monti,
e le foglie fai cader
le fai ballar ·le porti via, chissà dove?
questo proprio non si sa!
il tuo vento qualche volta fai i dispetti,
alzi gli ombrelli· ·e strappi via i cappelloni dalle teste dei passanti
che corron lesti sotto gli ombrelli per ripararsi dalla pioggia.
Com’è bello in autunno passeggiar lungo il viale alberato
tra il fogliame colorato una colora di rosso, una di giallo, una marrone
la terra bruna è ricoperta· da teneri colori,
e sentir quel profumo delle foglie ormai ·marcite
essiccate dal tiepido sole ottobrino.
Ottobrino sei tornato finalmente
coi tuoi cesti pieni d’uva, melograni e cotogne
e i funghi d’ ogni specie le castagne così buone nei suoi ricci pungiglioni
e per le vie dei paeselli si sente il profumo
della legna ·del fumo che esce dal camino
ove nelle case c’è un allegra· famigliola ·vicino al ·focolare,
e sopra il focherello ci son le caldarroste pronte e buone da mangiare
e una mamma che prepara il castagnaccio mentre fuori piove,
che bello star al calduccio e udire il fruscio del vento
che sussurra tra le fronde degli abeti
e osservar da dietro i vetri
una nebbia che s’innalza sul paesello,
e mentre cala la sera
tutti riuniti intorno al caminetto
tra il gatto che sonnecchia e il nonno che fuma la sua· pipa,
con· i bimbi in girotondo tutti ad
aspettar le castagne da mangiare
insieme a una minestrina deliziosa
che bello stare a casa vicino al focolare
e godersi dei sapori del autunno.

Melfi· 10/09/2011