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Poesia di Enza Lepore 
Giugno 

Io sono giugno vestito di biondo
porto il sole, porto le spighe,
arrivo con falce e mietitrebbia
per mietere quel seme seminato a novembre.
Io sono giugno, porto il lavoro al mietitore
che si ·prepara di buon mattino con la falce e la ·pagliuzza sulla testa,
per andar a tagliare il grano
sarà il pane che sazierà sia il re, che il poveretto.
Io sono giugno porto i frutti,
delle ciliegie ·faccio venir l’acquolina in bocca a tutte le genti;
le fragoline di rosso vestite
come son buone come son buone.
Nel alto del cielo s’ode un coro di allodole· e cardellini
delle rondinelle il loro garrire.
Poi porto l’ape che punzecchia che si posa sopra i fiori
e ·succhia il nettare per fare il miele;
e le serpi fra i cespugli, sopra i muri e tra le serre,
le farfalle colorate che volan qua, e di là,
le coccinelle in mezzo ai prati,
mentre da ogni zolla esce il trèmulo canto dei grilli, Cri, cri ! Cri cri !
le lucciole sembran piccole stelle
che fanno compagnia alle stelle su nel cielo.
I campi e i prati sono un manto di primule, margherite
fiordalisi e violette,
i rossi papaveri tra il biondo grano
incantano la sguardo di dipinti poetici.
Anche la massaia ha messo i fiori alla finestra,
e· in paese si soffia la fragranza dei boccioli di ogni sorta
delle rose e le petunie messe al terrazzo di ogni casa.
Io sono giugno il mese del sole e porto allegria e pace nel cuore,
ma soprattutto porto la gioia a tutti i ragazzi
della serrata scuola,
ora andate ragazzi,ci vediamo a settembre,
lasciate libri, quaderni e cartelle
andate ··in giro per mari e per monti
godetevi intorno della natura
cogliete i frutti che essa vi dà.