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Poesia di Tony Basili
Quel che rimane

Un rumore sordo riempie la notte,
che sale da un cubo che mi sta vicino
e incombe e segna il breve cammino
che mi rimane, di scatole rotte.

E' quel che sento più d'ogni cosa
che non appare e non ti viene di fuori
è un tarlo che rode, pure gli ardori
che ancora un tanto ristorano il cuor.

Stare tranquillo, appagato, sicuro
Che ogni cosa ho catalizzato di dentro,
quel poco di fuoco che ardea s'è spento,
e senza ansia posso stare a guardar.

E vivo così, ogni giorno che passa
dalla mattina, infine al tramonto,
dalla Coop a Todis, è tutto qui il mondo..
Sui prezzi o vita ti vedo passar.

Tra agli e cipolle, insalata e banane,
la gente è attenta, a capare pensosa
con la minestra la cena è qualcosa
anche quest'oggi sta per passar.

Ed i miei figli ? Non so cosa fanno;
se han preso l'acqua, che oggi è piovuto ?
sono contenti, o forse è dispiaciuto,
quello che ho detto, che debbon sposar?

Ma scherzi, papà, mi sembri un marziano!
Metter famiglia?Noi ce l'abbiamo!
Una casa per i figli? Via, scherziamo?
Eppoi non occorre, è un vaneggiar!

E quella tavola, bianca di marmo?
Davanti al camino fumoso di casa,
mio padre, legge e mamma che posa,
la calda polenta da farci saziar?

Li si sapevano le cose di tutti,
E si filtravano quelle di fuori,
lì si chiarivano le mete e i dolori
e si vedevano in un insieme d'amor.

Non so resistere a questo deserto
di veder ogni cosa che c'era distrutta;
Casa vuota e famiglia che non frutta,
Mi pare che la vita stia per finir.

1.2.03