Poesia di Tony Basili - S P Q R

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Poesia di Tony Basili
S P Q R 

Da tempo antico il famoso acronimo
Sintetizza il ratto fatto ai Sabini
E mi piace dir come Geronimo
Che fur primi i nostri con i latini
A formar quel popolo ancora in fasce
E ad allattare il pargolo che nasce.
Sulla S tutti son d’accordo: è il Senato
Ed anche per la P non ci son dubbi:
E’ il Popolo che qui è designato,
Ma quanto alla Q se pur son stati furbi,
non può esser di certo congiunzione,
ma di S e P sicuro, con la R, apposizione.
Vi pare infatti che un "Que” ci possa stare,
Nel simbolo della romanità?
Mi pare proprio un tirare a campare
Degli “studiosi”: un supporto all’oscenità,
E pur vien prima dell’R di Romano,
segno sicuro che non è un coso vano.
Peraltro è pur ridicola l’appendice
Che vuol la Q che segue la P di Popolo
Ch’ogni logica invero contraddice.
Che abbian fatto un pieno di barolo?!
Ma allora che è questa Q benedetta?
Vuol dir “Quiriti”: ad altro non dar retta!
Ora se tradotto nel vero significato,
Senatus e Populus dei Quiriti e dei Romani!
E questi Quiriti van bene interpretati
Per capir che non sono un circolo d’anziani,
Ma designa quel popolo dei monti
Con la cui forza Roma ha fatto i ponti.
Perché era Cures la patria dei Quiriti
Dei Sabini cioè illusi e scesi al piano,
Dove fondaron Cures, ed eran partiti
Da quei monti che son sopra al Turano,
E lì poterono star con le loro greggi,
Lì per primo Numa fece le leggi.


S.M. 7/28.2.19

 

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