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Poesia di Tony Basili
Piano regolatore

Senza decoro tentaste la rapina

Del terreno ch’è sopra a quel capanno

Con la complicità di chi la rovina

Fa con un segno di lapis e il danno

Produce senza spada e non lesina

Quel ch’è d’altri , ma con sordido inganno,

Lo mette in sua mercé, con le tre carte

Proprio da baro che imbroglia con arte.

Pensaste ad una strada dritta, dritta!

Che segua da in cima a giù ai morroni,

senza curar del piano in cui è iscritta

altra cosa, ma come i pantaloni,

vi calate ai mafiosi che vuol stia zitta

la faccenda, ma v’illudete, gran bricconi….

Fece così, con il lapis, quel bel duetto,

Un segno netto di matita, sul progetto,

un men che niente, un piccolo segno,

che nasce dal capo rozzo d’un mezzano:

Tanto non c’è, né ha dato un pegno,

chi poi dal nostro gruppo è assai lontano

Ce lo facciamo, pensaro, senza ritegno,

Come scimmie che si spulcian il deretano.

Senza vergogna tentaro la rapina!

Con l’arroganza che il mal senno propina,

non risparmiandovi , o di testa offesi,

con l’ambizione di gratificar altri compari

né evitaste che pure altri fossero lesi

nei beni lor, per i vostri sporchi affari.

La roba d’altri la fecer come loro

Per star contenti a cantar tutti in coro!

Attenti, pravi, e pure scarsi di meningi,

Che non m'occorre vagolar nel l foro:

verso il baratro così tu ti sospingi!..

4/97