Poesia di Tony Basili
L'inverno in paese
Quando fa freddo, me ne resto a letto,
Solo se piove e non ho altro da fare
Qualcosa fuori, sotto il mio tetto
Me ne sto quieto e caldo a verseggiare;
dico così, ma non ho tanta stima
che potrà esser letta la mia rima.
Tengo sul letto libri e taccuino
Che pur di notte, se mi passa il sonno
Subito prendo come un balocchino
Che mi porge Morfeo, o forse mio nonno,
Per alleggerir dell’insonnia la stizza
Che infine è dolce e l’occhiolin mi strizza.
Sono restato fermo qui al paese
Che non mi va di scendere in città,
ch’essere cortese più il tempo passa
diventa soma che sconcia e scassa;
però in treno è così bello viaggiare
con l’aria nuova fa fantasticare.
Sto qui, col cielo fosco e uggioso
Sotto coperta e penso a quanta pace
Si perda invan nel viver tumultuoso,
In città, che sdegno, ma ancora piace
Ad ognuno che in gregge sta sicuro
Pur se ciascun all'altro resta oscuro.
Ed io me ne sto qui, solo…solo e solo,
senza un’anima, senza una parola,
non c’è un rumore di donna o di figliolo:
solo l’ombra, d’un colombo che vola,
e mi ripeto “questo è sufficiente!"
Ché l’eremita in grotta non ha niente.
Statti tranquillo con la tua pensione
In questo borgo dove pur sei nato
Che tutto il resto è solo un'illusione,
sii soddisfatto, tu sei fortunato:
tu solo, sei padrone della tua ora
che solitaria sfugge e si scolora.
In questa casa ove spero di restare
Finché il destino non mi si porti via,
ove ciò che serve, tengo per campare,
altro non occorre che la fantasia
che m’accompagna e la man mi guidi
e mi sostenga pure se or tu ne ridi.
Cento ricordi ho pur del mio passato
Che c’era gioia in questa grande casa,
e spesso a lei penso come una dea
della cui grazia tutta n'è ancor pervasa.
17.2.10
