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Poesia di Tony Basili
Il vituperio

Non dovresti, mio caro, inquietarti tanto.
Chè al vituperio l'imperator c'è avvezzo,
E ti seguo, ma poi resto in un canto
Per non respirar troppo il gran lezzo.

Chè se pensi di commuover chi comanda
Con le tue cose, senz'altro giuste,
Sei fuori strada, come in una landa,
Tu gridi, gridi, ma ci son solo locuste.

E se t'ho detto mi piace e c'hai ragione
Poi mi dico, a che serve? Sì purtroppo!
E mi tengo riposata l'opinione
Chè lo stare in banda, mi sa d' intoppo.

La mattina poi preferisco star per l'erba
Piuttosto che trangugiar il telegiornale:
ma a che serve? La tua virtù conserva,
tra le margherite, ch'è vano e ti fa male!

9.4.15

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