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 Poesia di Tony Basili
La bevuta

Quella dei due cani mi par un’adatta
Favola di La Fontaine a dir qualcosa,
Ché vedono un asino con la vita sfatta
Tra le acque e pensan: “che cena gustosa!”
Ma come raggiunger che non san nuotare
Quel bel pasto che è a galleggiare?
L’acqua pensan in due di poter sorbire:
“Ci arriviamo e lo potremo spartire!”
E bevon, bevon che infin ognuno scoppia;
E quest’è la morale per chi il far raddoppia,
Come pur fa l’uomo e pur io, che d’un sol testo
Non m’accontento, che vorrei ancora il resto:
Capir e conoscere e far quell’altro pure
E di questo e quello ripeter le avventure,
Ma al fin della vita il saper va perso
Ed a ricordar questo e quello non c’è verso;
Ma tuttavia di provar, come farne a meno?
E a zappare l’orto e la vigna non mi freno,
E non m’importa di non finir qualch’opra
Chè ognun come si sente, di sé adopra
E così non seguo la morale di La Fontaine
Che a restar in ozio, n’ho le tasche piene
Specie dop’esser stato qui ove si langue,
Gran bella città, ma m’annacqui il sangue,
Onde se non ho tutto il tempo per finire
è perché di seguitar nell’aldilà n’ho mire.
Da S.M.-14/7.2.24

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