Poesia di Antonia Arcuri
Sguardi di confine
A margine di uno steccato
in bilico tra il bene e il male
ti vedo sostare spesso.
Scavalchi impune
un terreno sdrucciolo:
stai invadendo uno spazio altro.
Raccontami il senso della vita
a partire dalla curva
che ci separa.
L'IO, un despota occidentale
sosta al centro del mondo.
Ogni fiume deve possedere un argine
se vuole scorrere.
La deriva è prossima.
Esili piroghe, noi navighiamo
sentendo il mare della vita
con il corpo,
decifrando la forza e il verso
delle onde
la tonalità della luce
in prossimità della terra
e il volo degli uccelli
nei movimenti delle stelle.
Nella lingua delle reti
nelle maglie di protezione
e prigione noi
che abbiamo scelto
un abito al femminile
di morbidezza e disagio
di tepore e ruvidezza.
