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Poeti Emergenti -
Poesia di Angelo Michele Cozza -
Cosa vuoi che sappia del dopo -


Cosa vuoi che sappia del dopo
se sono impegnato con l'oggi
e vano da anni tento di riacciuffare
remote piume di imprendibili ieri!
Che posso dirti che valga e duri
più dell'attimo impercettibile
che nel possibile raccolgo
prima che non mi sia vietato
e silente rovini in ciò che è stato.
Il tic-tac è, uniforme si replica
ma l'attimo suo non si trasmette
non trasla né precede né segue
l'evanescente non si imprigiona
solo nell'attimo che vibra
la corda emette note, poi è silenzio;
silenzio prima, silenzio dopo
e così è anche la vita che vivi.
Nulla prima, forse essere, nulla dopo:
nella sequela dell'accadere
intrattenibile è il pensiero in atto
che ti sorprende e si accomiata.
A noi mortali, solo d'idiozia
umana della non durata ci è data
il prima e il dopo restano
lo stesso punto di un cerchio chiuso
che si percorre in un verso solo.
Siamo studiosi di cose svanite
e presuntuosi estensori di futuro
e intanto infingarda la terra
gira e cammina tra masse stellari
necessità e fatalità imparentate
appena si accorgono di noi
bava di un'onda che sfuma,
in loro balia oscilliamo tra verità
in bilico tra l'essere e l'esser nulla.
Messa in opera, messa in cantiere
varo dell'attimo nel mare dell'eterno;
s'apre una falla, un gotto invisibile
svuota la sentina, poi più niente
l'essente in respiro salpa per l'assenza
al confine della coscienza incoscienza
nel gorgo del vuoto svanisce per sempre..