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Poesia di Alberto Nicola Giulini

Dicono che siamo in tempi di allucinante carestia

le vacche per noi son sempre più magre.

A proposito vorrei saper qualcosa del tuo pezzo di cielo liquido (veramente buono) caduto chissà dove, che avresti già perso in un prossimo futuro. Eppure (eravamo) in un decennio trascorso, smarrito chissà - quanto lontano anche se cova ancor sotto le ceneri - allora anche tu parevi scomparso sotto il tavolo d'una pizzeria sur le lac de Com: avevamo già bevuto troppo di tutto -

penzando come Goethe che

la vita è breve ma

la giornata è lunga.

 L' "autre author" ci tiene a precisare che... conserva nel ricordo di malato non immaginario o di grande Infermo per dirla con Arthur Rimbaud, parecchi deliziosi ricordi - pur nello scompiscio - del tempo che fu, quando lui era "giovane e ingenuo" e amava sopra ogni altra poesia quelle cosiddette apocalittiche di Dylan Thomas; anche perché - quando ci si trova in mezzo a un periodo apocalittico (che sembra non finire mai), si può a volte riuscire (ad uscire dal tunnel): se cercavi te stesso - forse da sempre un risveglio - con la sottile speranza di sortire..