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Poesia cinese  di Po Ciu-I
Le quattro stagioni dei pini
Da liriche cinesi


Il pino ispira questa lirica di un poeta cinese, che con stupore, ammirazione e riconoscenza osserva la pianta, sempre libera e selvaggia, mutare di aspetto e di fascino al variare delle stagioni.

 

Crescono i pini
sparsi senza una regola,
non in filari ordinati,
ce n'è degli alti e dei bassi...
Sono come creature selvatiche,
non si sa chi li abbia piantati.
Toccano coi rami il muro
della casa,
le radici scendono profonde...
E di mattino e di sera
li visita il vento e la luna.
Sia pioggia o sereno, son liberi
sempre da fango e da polvere.
Nelle tempeste d'autunno
sussurrano un verso vago
contro il sole d'estate
ci prestano un'ombra fresca.
 Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foghe
d'un carico di perle pendule,
e alla fine dell'anno
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una trina di giada lucente.

Crescono i pini
sparsi senza una regola,
non in filari ordinati,
ce n'è degli alti e dei bassi.
Nelle tempeste d'autunno
il vento fischia tra i rami,.
contro il sole d'estate
ci prestano un'ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d'un carico di gocce pendule,
e alla fine dell'anno
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una candida trina lucente.

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