Poesie e filastrocche sui Pulcini, oche, galline, galletti, chioccia, anatre, papere, ochine.
Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi (Pietramogolana, 11 novembre 1927 – Roma, 8 maggio 2008), scrittore e sceneggiatore italiano. Leggi i Racconti di Luigi Malerba.
Victor Hugo Besançon, 26 febbraio 1802 – Parigi, 22 maggio 1885) scrittore, poeta, padre del Romanticismo Francese. Notre-Dame de Paris , I miserabili di Victor Hugo
Raccolta di poesie, filastrocche e racconti Cristoforo Colombo e la scoperta dell'America (12 ottobre 1492) . Leggi Poesie, Filastrocche e Racconti CRISTOFORO COLOMBO per bambini di scuola elementare.
Poeti Crepuscolari, Crepuscolarismo. Il 10º settembre 1910 viene usato per la prima volta il termine "Poesia crepuscolare"dal critico Giuseppe Antonio Borgese alle opere di Marino Moretti, Carlo Chiaves, e Fausto Maria Martini per indicare una corrente letteraria. L'espressione del crepuscolo voleva indicare una condizione di spegnimento, dove predominavano i toni tenui e abbassati, di quei poeti che non avevano emozioni da scrivere se non la sfuggente malinconia, come dice il Borgese, "di non aver nulla da dire e da fare".
Poesie venerdì Santo, venerdì Santo è il venerdì che precede la Pasqua Cristiana.
Il diario di Anna Frank ha inizio nel giugno 1942. Il diario di Anna Frank tradotto in tutte le lingue, ha ispirato numerose riduzioni teatrali e cinematografiche. Anna una bambina di tredici anni che giorno dopo giorno,dal 15 giugno 1942 al 1° agosto 1944 scrive in un grosso quaderno la sua scoperta del mondo: angoscia, illusioni, sogni e speranze rivelate a un'immaginaria amica di nome Kitty.
Poesie dialettali, poesie di poeti delle varie regioni d'Italia
Raggruppare insieme autori molto distanti sia per collocazione geografica e culturale che per l'uso diverso che fanno del particolare mezzo linguistico da essi scelto, può apparire arbitrario e forzato. Ma «può e deve valere per la poesia dialettale ciò che vale per la nozione stessa di 'dialetto', che in tanto può istituirsi in quanto non abbia solo opposizione dei singoli dialetti l'uno verso l'altro, ma anche e soprattutto opposizione di tutti i dialetti assieme verso qualcosa di natura e rango diverso che è la 'lingua'; perciò la varietà di condizioni e di realizzazioni individuali non deve impedire di scorgere e sottolineare gli elementi comuni e unificanti, determinati dall'unità del fenomeno con cui tutti si confrontano e cui tutti si sottraggono, l'egemonia della cultura e lingua (poetica) nazionale» (Mengaldo).
Il rapporto tra lingua nazionale e dialetti è caratterizzato attualmente dal sempre più rapido «processo di accentramento livellatore che sta completando la distruzione, avviata all'origine dello stato unitario, di quelle variatissime differenze e peculiarità di lingua e di cultura che erano una delle ricchezze, e delle più originali, del nostro paese» (Mengaldo). In relazione a questo processo si comprendono 'alcuni caratteri propri della poesia dialettale di questi ultimi decenni. In primo luogo, il linguaggio dialettale ha perduto in gran parte il suo carattere di linguaggio della realtà, con una funzione più apertamente comunicativa e, sia pure in ambiti ristretti, comunitaria; così come tende a perdere le sue possibilità di efficacia espressiva ed espressionistiche. La funzione, invece, che a esso viene attribuita, di reazione e resistenza al potere livellatore e standardizzato della lingua nazionale, da parte di alcuni dei più significativi dei poeti in dialetto, si configura come ricerca di un linguaggio intatto, tale da garantire la massima autenticità individuale, ma anche come proposta, talvolta inconsapevole, dei temi di una cultura e di una storia «diverse», proprie del mondo emarginato che si esprime in quel determinato dialetto. A ciò è connesso anche un carattere prevalente di questa poesia: a differenza della poesia dialettale dei secoli precedenti, e ancora del primo Novecento, che fioriva nei centri cittadini e in antiche tradizioni di letteratura dialettale (Roma, Napoli, Milano, Venezia, ecc.), nel secondo dopoguerra le manifestazioni più interessanti di poesia dialettale provengono da ambiti più o meno fortemente decentrati, e privi di una propria tradizione letteraria.
Ciò si osserva anche in poeti - tra i più validi di questo dopoguerra, come Pasolini e Zanzotto, che hanno prevalentemente scritto in lingua. Pasolini ha rielaborato nell'ultima fase della sua vita la raccolta di poesie in friulano La meglio gioventù (si veda La nuova gioventù, 1975): ed è un rifacimento che «eliminando quanto di relativamente 'ingenuo' ne aveva accompagnato la nascita e facendo violentemente reagire su di essa una realtà individuale e collettiva radicalmente mutata in pochi decenni, esprime in modo straziante assieme il bisogno quasi fisiologico di tornare alle proprie origini dialettali e contadine e la disperazione frustrante per l'inanità di questo tentativo» (Mengaldo). D'altra parte Zanzotto ha esplicitato di recente in Filò (poesia in veneto) quell'elemento dialettale che è sempre stato uno dei punti di riferimento anche della sua poesia in lingua.Ma i rappresentanti più tipici della tendenza che abbiamo descritto sono poeti come Tonino Guerra e Albino Pierro.
Poesie sulla neve, poesie sulla neve scuola primaria, poesie d'autore sulla neve.
Poesie di Pasqua di autori famosi
Filastrocche di Pasqua
Racconti di Pasqua, leggenda di pasqua, storia di pasqua, racconti di pasqua per bambini, storie, leggende, fiabe e racconti di pasqua per bambini, racconti di pasqua di autori famosi.
Via Crucis commemora il percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.
Poeti del Duecento
La letteratura in italiano nasce nel Duecento, contemporaneamente o quasi - nelle varie regioni d'Italia, come risultato dello svolgimento, nei singoli territori, dell'antico latino volgare che si è venuto trasformando in altrettanti dialetti italiani; e ogni poeta canta, affinandolo, nel proprio dialetto. Tendenza comune della nuova letteratura è l'educare gli animi; e particolarmente tale carattere notiamo in componimenti di indirizzo religioso. Nell'Italia centrale S. FRANCESCO D'ASSISI, nel « Cantico delle Creature », innalza un canto di estasi e di ringraziamento e di umiltà tutta francescana al Signore, esaltandolo attraverso ciò che Egli ha creato; e JACOPONE DA TODI in alcune sue laude disprezza i beni terreni e se stesso come misera carne, e in altre si abbandona ad esaltazioni mistiche e all'ardente desiderio di obliarsi nella divinità.
Contemporaneamente alla letteratura di carattere religioso, e mentre maggiore incremento hanno gli studi filosofico-teologici (S. TOMMASO), scientifici, giuridici, storici, retorici e dottrinali e morali, si costituisce in Sicilia - formata da poeti di varie parti d'Italia - una scuola poetica che comincia a considerare la poesia non come mezzo per istruire ma come fine a se stessa, intuendo che per fare poesia occorre non improvvisare, ma meditare e ricercare le espressioni capaci di tradurre in parolee in immagini la voce dell'animo; e, verso la seconda metà del secolo, sorge in Bologna, per opera di GUIDO GUlNIZELLI, la Scuola del Dolce Stil Nuovo, che si sviluppa dipoi specialmente in Firenze. Qui trova la sua maggiore espressione nelle composizioni di GUIDO CAVALCANTI e di DANTE ALIGHIERI giovane.
I poeti della scuola cantano argomenti amorosi, dando all'amore un valore tutto spirituale: l'amore è voluto da Dio e sì manifesta attraverso
la donna di animo nobile, la quale « sveglia) nell'uomo nobile il sentimento d'amore. Tuttavia questo è sentito da alcuni poeti anche come tormento, come nostalgia, come malinconia: in particolar modo da GUIDO CAVALCANTI e da CINO DA PISTOIA, uno degli ultimi e più notevoli stilnovisti.
Con la scuola del Dolce Stil Nuovo la lingua italiana è formata, ricca non solo di liriche d'argomento amoroso e di componimenti religiosi inversi, ma anche di rime satirico-realistiche (di cui massimo esponente è CECCO ANGIOLIERI) e di opere in prosa, tra le quali si distinguono il « Milione) di MARCO POLO e il NOVELLINO (Cento novelle) di un anonimo.
Poeti italiani del Duecento: Testi arcaici, Poeti Giocosi, Poesia popolare e giullaresca, Scuola siciliana, Poesia cortese, Laude, Poesia siculo toscani, Dolce Stil Novo, Poesia didattica del nord, Poesia didattica dellItalia centrale,
Dante Alighieri
Cecco Angiolieri
Auliver
Meo Abbracciavacca
Gianni Alfani
Baldo (poeta)
Arrigo Baldonasco
Betto Mettefuoco da Pisa
Bongiovanni da Cavriana
Bindo Bonichi
Rambertino Buvalelli
Matazone da Caligano
Gaia da Camino
Benvenuto Campesani
Guido Cavalcanti
Girardo Cavallazzi
Cenne da la Chitarra
Ciacco dell'Anguillara
Cino da Pistoia
Ciolo de la Barba
Compagnetto da Prato
Compiuta Donzella
Matteo Correggiaio
Cielo d'Alcamo
Onesto da Bologna
Paganino da Serzana
Dante da Maiano
Chiaro Davanzati
Obs de Biguli
Bonvesin de la Riva
Aimaro Monaco dei Corbizzi
Giovanni del Virgilio
Pietro Guglielmo di Luserna
Abate di Tivoli
Forese Donati
Percivalle Doria
Simone Doria
Eustachio da Matera
Pietro dei Faitinelli
Rustico Filippi
Filippo da Messina
Folcacchiero da Siena
Folco di Calavra
Folgóre da San Gimignano
Fra Pacifico
Francesco d'Assisi
Francesco da Barberino
Dino Frescobaldi
Giorgio di Gallipoli
Gallo Pisano
Garzo dell'Incisa
Luchetto Gattilusio
Anonimo Genovese
Giacomino da Verona
Giacomino Pugliese
Giacomo Grillo (trovatore)
Girolamo Terramagnino da Pisa
Guglielmo Beroardi
Guido Guinizelli
Guittone d'Arezzo
Iacopo da Benevento
Inghilfredi
Jacopo d'Aquino
Giacomo da Lentini
Jacopo da Leona
Jacopone da Todi
Paolo Lanfranchi da Pistoia
Brunetto Latini
Lovato Lovati
Pucciandone Martelli
Megliore degli Abati
Mino Mocato
Monte Andrea
Jacopo Mostacci
Nicoletto da Torino
Nina Siciliana
Odo delle Colonne
Bonagiunta Orbicciani
Guido Orlandi
Pannuccio dal Bagno Pisano
Calega Panzano
Gherardo Patecchio
Girardo Patecchio
Pavese (trovatore)
Pietro da Barsegapè
Neri Poponi
Stefano Protonotaro
Quilichino da Spoleto
Riccardo da Venosa
Mazzeo di Ricco
Rinaldo d'Aquino
Immanuel Romano
Ruggieri Apuliese
Ruggierone da Palermo
Schiavo di Bari
Scotto (trovatore)
Sordello da Goito
Meo de' Tolomei
Tommasino Di Cerclaria
Tommaso da Celano
Tommaso di Sasso
Ugo da Massa
Uguccione da Lodi
Ursone da Sestri
Bartolomeo Zorzi
Poeti del Trecento
Nel Trecento continuano e si sviluppano i motivi letterari del secolo XIII: si hanno rime politiche realistiche, didascaliche, prosa religiosa, novellistica, scritti di storia.... Ma il nuovo secolo particolarmente si gloria di una notevolissima produzione poetica in italiano, dovuta a tre scrittori che vanno annoverati fra i maggiori di tutti i tempi e della letteratura mondiale: Dante, Petrarca, Boccaccio. Per opera loro il volgare italiano si sviluppa e trionfa sul latino (anche se abbondante continua la letteratura in questa lingua) e sui dialetti d'Italia si impone il fiorentino.
DANTE ALIGHIERI, fiorentino (I265-I32I), lo troviamo la prima volta verso la fine del Duecento tra i poeti del Dolce Stil Nuovo. Per la sua donna, Eeatrice, compone rime, come è uso; e morta essa, dopo qualche tempo rileggendo quelle composizioni la ripensa così nostalgicamente e fortemente che sente il bisogno di narrare in prosa il suo amore ideale per lei, intramezzando alla prosa varie rime precedentemente scritte in suo onore. Nasce così la Vita Nova (I292-93), primo esempio notevole, nella nostra letteratura, di prosa artistica. Impegnatosi quindi con se stesso di comporre un'opera ancora maggiore in gloria di Beatrice, il poeta s'immerge in studi severi, formandosi una solida cultura che rivela pochi anni dopo in alcune opere di erudizione (composte durante l'esilio, a lui ingiustamente inflitto), e infine nella Commedia, grandioso poema allegorico-didascalico, quadro storico-politico-morale dei secoli XIII e XIV, profondamente umano, e, soprattutto, capolavoro altamente poetico; uno dei maggiori che saranno mai scritti.
Il poeta immagina di percorrere i tre regni d'oltretomba (l'Inferno, il Puragatorio e il Paradiso), guidato dalla retta ragione prima (impersonata nel poeta latino Virgilio) e dalla fede poi (impersonata in Beatrice), descrive quel mondo ultraterreno con l'evidenza della realtà, in un continuo succedersi di episodi, di stati d'animo, di ambienti: i morti riprendono vita per un istante al passaggio di Dante e rivivono le antiche passioni e quanto di più caro ebbero durante la loro esistenza nel mondo terreno. Viaggio fantastico e pur vivamente realistico, con il quale il poeta intende dimostrare che qualsiasi peccatore - e tale egli si presenta all'inizio del poema - se comprende la bruttura delle colpe commesse e si pente c si purifica, può salvarsi spiritualmente e aspirare - aiutato dalla Fede - alla beatitudine eterna.
Con Dante si può dire che il Medio Evo sia chiuso, anzi superato: la generazione che segue respira un'altra aria: ai Comuni succedono lo sfarzo e lo spirito nuovo delle Signorie. Anche I'aretino FRANCESCO PETRARCA (13°4-1374), in parte contemporaneo dell'Alighieri, vive la nuova epoca e da lui differisce profondamente: il senso religioso, casi forte in Dante, non è più in Petrarca dogmaticamente sicuro pur rimanendo questi sinceramente credente; i beni terreni attraggono l'animo suo e contrastano con il desiderio di elevazione celeste. I n tale dissidio (che rappresenta la crisi del Medio Evo) consiste la caratteristica della vita e dell'opera sua più importante dal punto di vista poetico, il Canzoniere (o Rime sparse);i cui motivi dominanti si possono così riassumere: - confessione del poeta del proprio amore per una donna, Laura, che gli cagiona gioia e dolore; - pentimento, che di tanto in tanto afferra il poeta, di amare i beni terreni che distolgono l'anima sua dal vero bene, Dio; e insieme riconoscimento che quanto piace al mondo è breve sogno. Tali motivi si alternano (e talvolta si uniscono in una sola composizione) in tutto il Canzoniere, creando un'atmosfera di malinconia, di rimpianto, di rimorso e insieme di dimenticanza di tutto nella visione di Laura.
Nello stesso tempo del Petrarca vive GIOVANNI BOCCACCIO nato a Parigi (I3I3-I375), nel quale si rivela ancor più il modificarsi della concezione umana della vita che si verifica durante il sec. XIV. Per Boccaccio la vita è questo mondo, e non ci sono in lui scrupoli e travagli religiosi come nel Petrarca.
Nel suo capolavoro, le cento novelle del « Decameron », il mondo spirituale del Medioevo scompare e tutto uno spirito nuovo ravviva l'opera. L'interesse fondamentale dello scrittore consiste nel desiderio di ritrarre vari tipi umani e rappresentarli attraverso una trama, un'azione, che ne ponga in rilievo il carattere e la natura; e attinge i tipi da ogni classe sociale, sia nella vita semplice e onesta sia nella dissipata e immorale. Così che, sfogliando il Decameron, ci imbattiamo in novelle che narrano amori tragici e eroici sino al sacrificio, amori nobili e cavallereschi, affetti delicati; e accanto a questi, amori lascivi. A fianco degli amori l'esaltazione dell'intelligenza e la derisione della sciocchezza umana (es. Calandrino). Atteggiamenti umani svariatissimi, pieni di sfumature, che Boccaccia ritrae finemente e fissa in modo tale che essi non si
possono tra loro confondere.
Poeti italiani del XIV secolo
Meo Abbracciavacca
Gianni Alfani
Dante Alighieri
Cecco Angiolieri
Auliver
Baldo (poeta)
Arrigo Baldonasco
Betto Mettefuoco da Pisa
Bongiovanni da Cavriana
Bindo Bonichi
Rambertino Buvalelli
Matazone da Caligano
Gaia da Camino
Benvenuto Campesani
Guido Cavalcanti
Girardo Cavallazzi
Cenne da la Chitarra
Ciacco dell'Anguillara
Cino da Pistoia
Ciolo de la Barba
Compagnetto da Prato
Compiuta Donzella
Matteo Correggiaio
Cielo d'Alcamo
Onesto da Bologna
Paganino da Serzana
Dante da Maiano
Chiaro Davanzati
Obs de Biguli
Bonvesin de la Riva
Aimaro Monaco dei Corbizzi
Giovanni del Virgilio
Pietro Guglielmo di Luserna
Abate di Tivoli
Forese Donati
Percivalle Doria
Simone Doria
Eustachio da Matera
Pietro dei Faitinelli
Rustico Filippi
Filippo da Messina
Folcacchiero da Siena
Folco di Calavra
Folgóre da San Gimignano
Fra Pacifico
Francesco d'Assisi
Francesco da Barberino
Dino Frescobaldi
Giorgio di Gallipoli
Gallo Pisano
Garzo dell'Incisa
Luchetto Gattilusio
Anonimo Genovese
Giacomino da Verona
Giacomino Pugliese
Giacomo Grillo (trovatore)
Girolamo Terramagnino da Pisa
Guglielmo Beroardi
Guido Guinizelli
Guittone d'Arezzo
Iacopo da Benevento
Inghilfredi
Jacopo d'Aquino
Giacomo da Lentini
Jacopo da Leona
Jacopone da Todi
Paolo Lanfranchi da Pistoia
Brunetto Latini
Lovato Lovati
Pucciandone Martelli
Megliore degli Abati
Mino Mocato
Monte Andrea
Jacopo Mostacci
Nicoletto da Torino
Nina Siciliana
Odo delle Colonne
Bonagiunta Orbicciani
Guido Orlandi
Pannuccio dal Bagno Pisano
Calega Panzano
Gherardo Patecchio
Girardo Patecchio
Pavese (trovatore)
Pietro da Barsegapè
Neri Poponi
Stefano Protonotaro
Quilichino da Spoleto
Dante Alighieri
Francesco Petrarca
Franceschino degli Albizzi
Matteo degli Albizzi
Dante Alighieri
Pietro Alighieri
Giacomo Allegretti
Andria di Anfusu
Cecco Angiolieri
Antonio da Tempo
Antonio Beccari
Bichilino da Spello
Giovanni Boccaccio
Bindo Bonichi
Stoppa Bostichi
Andrea Bulgaro
Gaia da Camino
Benvenuto Campesani
Bernardo Canaccio
Cecco d'Ascoli
Cenne da la Chitarra
Cino da Pistoia
Gualpertino da Coderta
Matteo Correggiaio
Andrea da Goito
Niccolò da Verona
Paolo dell'Abbaco
Chiaro Davanzati
Sennuccio del Bene
Giovanni del Virgilio
Jacopo Alighieri
Pietro Guglielmo di Luserna
Bianco da Siena
Giovanni Dondi dell'Orologio
Enselmino da Montebelluna
Pietro dei Faitinelli
Folgóre da San Gimignano
Francesco da Barberino
Matteo Frescobaldi
Federico Frezzi
Luchetto Gattilusio
Leonora della Genga
Anonimo Genovese
Lapo Gianni
Gidino di Sommacampagna
Francesco Landini
Gotto Mantovano
Checco Miletto de Rossi
Nereo Morandi
Cecco Nuccoli
Guido Orlandi
Calega Panzano
Francesco Petrarca
Alberto Fiorentino
Guido Novello da Polenta
Antonio Porenzoni
Antonio Pucci (poeta)
Rinaldo da Villafranca
Cino Rinuccini
Immanuel Romano
Franco Sacchetti
Simone Serdini
Niccolò Soldanieri
Pieraccio Tedaldi
Meo de' Tolomei
Tommaso III di Saluzzo
Elisabetta Trebbiani
Fazio degli Uberti
Lapo degli Uberti
Francesco di Vannozzo
Guarino Veronese
Poeti del quattrocento
L'atteggiamento spirituale del Petrarca e del Boccaccio, il senso sempre più vivo degli interessi terreni e dei valori umani che si è reso sì evidente nel sec. XIV segnando la crisi del Medio-evo, raggiunge nel Quattrocento il pieno sviluppo. L'uomo acquista sempre più coscienza del proprio valore: di non essere solo un attore posto nel mondo e guidato da un Essere superiore da cui deve attendere il premio e la punizione, come si sosteneva durante il Medioevo, ma di essere la cosa più bella creata da quell'Essere e dotato di un'intelligenza che gli permette di penetrare nelle cose intorno a lui create. Tale esigenza di libertà spirituale porta anche a studiare il libero pensiero degli scrittori latini ed anche greci (vissuti prima del Cristianesimo), i quali vengono riletti con spirito nuovo, con occhi sgombri da ogni pregiudizio morale; e le opere antiche vengono cercate dappertutto, in Italia e fuori d'Italia, nei conventi, nelle soffitte .. a costo di qualsiasi sacrificio. Accademie a Roma, Napoli, Firenze, aiutano gli studiosi; munifici Signori, i « mecenati », aprono loro le proprie corti.
La stampa - inventata allora - agevola il lavoro. Tutto questo movimento prende il nome di Umanesimo. Canone fondamentale della letteratura diviene l'imitazione: considerando i testi dei classici come modello di perfezione, l'umanista cerca di avvicinare il proprio stile a quelli (e attinge spesso da essi pure il pensiero) con l'intento di raggiungere uno stile dignitoso, raffinato.
Abbiamo, così, molti prosatori e poeti che usano come lingua il latino.
Ma non mancano scrittori illustri di lingua italiana, quali LORENZO DE'MEDICI (autore di rime e poemetti), ANGELO POLIZIANO (famoso latinista e grecista e autore, tral'altro, in italiano, del poemetto idillico « Stanze per la giostra l»), LUIGI PULCI (il cui capolavoro è il « Morgante »), MATTEO MARIA BOIARDO (autore del poema cavalleresco « Orlando innamrato »), JACOPO SANNAZARO (illustre latinista e compositore, in italiano, del romanzo pastorale « Arcadia »), LEON BATTISTA ALBERTI e LEONARDO DA VINCI, esimi pensatori ed artisti.
Bernardo Accolti
Giovanni Filoteo Achillini
Adamo di Montaldo
Antonio Alamanni
Francesco d'Altobianco Alberti
Gianni Alfani
Gabriele Altilio
Andria di Anfusu
Antonio Astesano
Giovanni Aurelio Augurelli
Giovanni Aurispa
Giovanni Badoer
Pietro Baldi del Riccio
Antonio Baratella
Basinio Basini
Antonio Beccadelli
Feo Belcari
Bernardo Bellincioni
Paolo Belmesseri
Girolamo Benivieni
Matteo Maria Boiardo
Cleofe Borromeo Gabrielli
Gian Alberto Bossi
Francesco Brusoni
Andrea Bulgaro
Burchiello
Elisio Calenzio
Antonio Cammelli
Cantalicio
Ludovico Carbone
Chariteo
Coletta di Amendolea
Pandolfo Collenuccio
Vincenzo Colli
Crisostomo Colonna
Giusto de' Conti
Antonio Cornazzano
Leonardo Dati
Rocco degli Ariminesi
Iacopo del Polta
Bartolomeo Fallamonica Gentile
Federico Frezzi
Filippo Galli
Ludovico Lazzarelli
Leone Ebreo
Lorenzo Lippi da Colle
Luchino d'Arezzo
Marco Probo Mariano
Andrea Marone
Marco Marulo
Joanni Maurello
Michele di Vieri
Mosè ben Isaac da Rieti
Angela Nogarola
Paolo Paladini
Paride da Ceresara
Francesco Pitti
Luigi Bigi Pittorio
Agnolo Poliziano
Giovanni Pontano
Antonio Porenzoni
Simone de' Prodenzani
Bernardo Pulci
Luca Pulci
Luigi Pulci
Camillo Querno
Fausto Sabeo
Jacopo Sannazaro
Serafino de' Cimminelli
Simone Serdini
Giorgio Sisgoreo
Battista Spagnoli
Lorenzo Spirito Gualtieri
Ercole Strozzi
Tito Vespasiano Strozzi
Giorgio Summaripa
Antonio Tebaldeo
Lucrezia Tornabuoni
Giovanni Alvise Toscani
Ugolino di Vieri (poeta)
Costanza da Varano
Guarino Veronese
Gaspare Ambrogio Visconti
San Giuseppe 19 marzo, San Giuseppe, 19 marzo San Giuseppe Festa del papà, festa di san giuseppe.
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