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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Una sera a Bologna

Fuggiva il vento lungo i portici
della città, quel giorno che decidemmo
di visitarla in primavera.
A sera, suoni luci e sconosciute essenze
si riversavano dalle botteghe e dai negozi.
Che sguardi di sogni partorivi,
svaporanti contro il marmo del bel Nettuno,
che occhi inermi e dimentichi
come quelli di un tempo lontano!
Io non so.
Accanto mi figuravo un altro oscuro
me stesso che sorprendevo spesso
a deridermi per ansie e lacrime
che avevano attraversato la nostra vita.
E' tardi. Ora ti invito a disancorarti
dalla Garisenda per avviarci verso
il nostro hotel. Forse nel buio cielo
invisibile una misteriosa liquida nuvola
ci accompagna, lei me e quell'altro,
per dirci che il frastuono della vita
presto scolorirà e si chiuderà
lungo un portico stillante di silenzio.