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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Si riga di luce e aria

Si riga di luce e aria
il volto che un tempo
mi appartenne.
Questa vita oggi mi pare
così addensata, racchiusa
appena in uno spazio oscillante
che come seme cristallizzato
non ha più risveglio di nuovo germe.
Pure dovrà forse aprirsi al forte,
inestinguibile richiamo della verità.
Di notte sento la ringhiosa voce
del mare che batte sulla scogliera
e tra sonno e veglia tocco
il mio essere fugace, smanioso
d'innalzare uno stendardo
che da un lato è azzurro e dall'altro nero.
Oscuramente avanza il pensiero
di un mistificante egregoro.
Ed è logoro dolore del tutto,
che come sciarpa al collo annodo
in trepidante attesa del congedo
dall'essere stato senza scampo infido nodo,
nessuno e niente nella penombra del mondo!