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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Ti credevi


Ti credevi centro fulcro occhio
singolare che indomabile
guarda con cipiglio e ghiottoneria
il mondo il fare gli altri.
Ti credevi unico vitale insostituibile.
Porti già il peso della fragilità
del niente dell'esistere.
Meglio,molto meglio,il filo d'erba
che tace e non ha voce ma solo luce,
il ragno che tesse instancabile
la tela e non teme di rappezzarla
a ogni istante. Meglio la goccia d'acqua
che nuota fiduciosa accanto
a mille altre e non sa dove va.
Stretta è la cruna dell'ago,
pure da essa scorre nel vuoto cielo
tutto il doloroso bilancio del passato
in refoli ridotto di vento che nulla
conta al cospetto dell'eterno.