Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Vicoli di Agliastrello
Sciamavano da scuola i fanciulli
appena dopo mezzogiorno lanciando
impavide minacce a compagni
nemici già amici ancora al mattino.
Tutto vivo era il giorno tra i vicoli
angusti dove una lama di sole
d'autunno cercava invano i loro volti.
Non avevano occhi né orecchi
se non per vorticose corse di banditi
e cow boys che fuggivano lo sceriffo.
Sibillando senza rimorso alcuno
porte e finestre scuoteva il vento,
s'udivano canti d'altri tempi
e tenui nenie di esili adolescenti.
Oscillavano a sera le luci delle lampade
svelando,per antichi sismi,doloranti ferite
sui muri delle case d'Agliastrello,
dove d'estate amavano chiudersi
il geco e il pipistrello.
