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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il nostro prossimo


Basterebbe a farci amare il nostro prossimo
come noi stessi guardare la comune sorte:
per intelligenza censo o talento,nessuna differenza.
La vergine dea dal nero mantello non lascia
scampo,semina silenzio e buio,dopo tanto
clamore,indifferente al nostro lamento
del rapido dileguarsi della vita.
Talora il capo reclinato sulla mano
di fronte al mare infinito,
simile al vecchio di greca stele funeraria,
mi sorprende un'insolita tristezza
spumeggiante più del rosso vino di Pachino
e spiegarmi non so perché il profondissimo
buio da cui si proviene non sia lo stesso
di quello che ci attende. Più misterioso,
più silenzioso e più immerso nel sonno
della vita. Quale conforto da una terra
che non è più terra,da una luce
che non è più luce? Una tempesta
squassa il cuore e spiegarmi non so
dove ci porta il vento,il trasognato
vento che vibrare fa la nostra anima
trasumanata,tacitamente disancorata.