Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Venerando albero
Verdevena che fin qui quietamente
hai contenuto linfa della specie,
d'improvviso ti scopri esitante
debole e sgomenta nell'ampio vaso
del corpo che lungamente hai percorso.
Venerando albero, ai tuoi piedi
portavi inciso su un cippo un'antica data,
abisso di un tempo lontano, nessuno più
leggerà i cerchi della tua vita celati
nell'intimità del tuo tronco.
Saliva il giorno, ma già la sera sortiva
silenziosamente da profondità misteriose.
Tutto è, come tutto è! Ogni cosa legata
al suo contrario necessariamente.
Oscura creatura, per te nessuna sofferenza,
la natura con la sua sapienza ha sguardi
solo per l'innocente essenza, che vive
e vivrà senza curarsi dello spasimo del singolo.
Serve sapere che tu sapevi e forse non sapevi?
