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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Ulivi di Sicilia


Sotto il fiato opaco delle nubi
per vendetta mafiosa piangeva il campo
i suoi ulivi saraceni tagliati nel fiotto
d'odio dell'ombrosa notte. Corvi neri
tra le glauche foglie gracchiavano,
facendosi schermo agli occhi con le palme
un vecchio contadino beveva il suo dolore.
Fremeva il vento e non finiva di baciare
i rami di una pace tristemente assente.
Andai alla memoria di un sogno breve
e amaro: alghe tremolavano volubili
in acqua iridata di un fiume,alghe
verdi e palpitanti nell'umida profondità,
appena un grumo di sostanza viscida
e lugubre recate all'aria e alla calura.
Perché non muiono i ricordi?
Sopravvivono come stelle che non vogliono
ritrarsi finché silente e solitaria l'alba
s'avanza sospinta dall'ardente sole.