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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Toscanina

Più d'una volta il cuore mi sobbalzò,
il giorno in cui partisti

tra il vento e la luce d'autunno
per non più tornare.
Toscanina, ti chiamavamo!
E avevi lunghe trecce pendule sul petto,
non più bambina.
A lungo un nome inquieto fu il tuo
nella mia memoria, invano
cercandoti tra mille volti.
Nemmeno il tempo potè enumerare
gli sterpi che si frammisero
nel nostro vivere.
Uno dopo l'altro, i giorni e gli anni
elevarono la loro torre di passato,
monade chiusa,
divoratrice di un tempo
arreso alla speranza di mutamento.
E' già da tanto
che il tuo volto rammento:
approda tra le nubi in un cielo
di solitudine e rimpianto per ciò
che è stato e non è più.
Un canto intona una fanciulla
nell'aria fredda di queste prime ore
di febbraio e io so che già nella valle
dove visse Empedocle gli alberi
di mandorlo sono tutti in fiore!

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