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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Salendo lungo i sentieri delle colline

Salendo lungo i sentieri delle colline,
si diradano le case vigilate dai cani,
crescono i diroccamenti:
pietre lavorate da forti braccia giacenti
come rocchi di templi pagani
abbandonati.
Le rondini fin quassù infuriano nell'aria,
svicolano tra i filari,
arretrano, s'alzano fino alle nubi,
ritornano.
Piena è ormai l'estate,
la terra brucia nella sua memoria,
il cuore si stringe in ardente rammarico,
altri occhi non percorrono orizzonti.
Non giunge suono alcuno,
se non il rauco verso di una gazza
che nel cielo danza in cerchi concentrici
a richiamare i suoi simili.
Una improvvisa calma invade terra e cielo
e m'immagino che tutto sia fermo,
immobile nella sovrumana eternità,
così il pensiero, il volo delle rondini,
il vento, il fumo che nella valle
si alza sopra i tetti.
Come sarà il ricominciamento?
Sarà come è sempre stato! Sarà con palpiti
e ansie o con grida di gioia e applausi
come quando da ragazzi si assisteva,
dopo la riparazione della pellicola,
alla ripresa dello spettacolo.