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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Temporale


Trivella l'avida notte questo cuore
d'ombra, ma non c'è più alcun pozzo
di memoria da cui trarre ricordi
e giovanili passioni.
Ricoperta di nero asfalto
sento che l'anima non respira.
Sprofondano nell'acqua le prime
foglie d'autunno non ancora
rossastre che il violento e umido vento
ha strappato piegando fino a terra
i superbi rami del giovane faggio.
Malinconia dell'urto del tempo
che fugge come il guizzo luminoso
del temporale che sui tetti incombe
e d'improvviso spegne voci e suoni
per difetto del flusso di corrente.
Un silenzio di ancestrale paura
per un istante lunghissimo
ci riporta in un passato lontano
alla ricerca di un orizzonte
qualsiasi di luce a rischiarare
i nostri volti già incisi nella dura
pietra del non-essere.