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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Amen


Lavorava in una cava d'estrazione
giù in basso nella valle,
spaccando pietre con il piccone.
Muscoli poderosi a tavola la sera
mostrava tra le pieghe della canottiera.
Riverente una donna lo serviva,
appena un mugugno seguiva
alle sue parche domande.
Pensavo che era per via degli spaghetti
che rigirava a lungo stretti in bocca,
ma anche dopo aver bevuto non usciva voce.
Che fosse muto?
-No-,ci rassicurava la donna, -Sapete,è tanto buono!-
-Ma parla, parla?-
-Oh sì che parla!-
E come se parlava! Una sera lo vedemmo
nella piazza del paese a discutere
animatamente con il compagno comunista.
Se avesse avuto in mano qualcosa,
metti una falce o un martello,
di sicuro l'avrebbe steso al suolo.
Anni dopo,una vicina che assistette
al suo trapasso, ci disse che prima
di morire il vecchio comunista
mangiapreti, stranamente aveva aperto
bocca per dire: Amen.
Forse era la chiusa di una preghiera, antico
ricordo quando ancora andava in chiesa,
forse semplicemente voleva dire
che breve è la vita come un amen!