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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Solitudine

S'incelano i monti tra le grigie
nubi attorno a questo lago,
dove bianchi alati cigni
navigano a due a due.
Scànsano superbi una famiglia
di anitre impettite e giungono
infine a riva. Briciole di pane
non ho, il suo biscotto un bimbo dà.
La "S" che nella luce disegna
il lungo collo è il segno visibile
di quel che nasconde la tormentosa
ilarità dell'anima: "Solitudine".
Ben altro è il mondo che ora
mi ospita ancora a suggere linfa
dall'aroma amaro.
Non so dire se ho ululato o belato
abbastanza, ma se resto, poco
o molto che sia, come scoglio
il mio volere sarà perché il pensiero
non corra per vana strada, ma vampa
ardente, ascenda al cielo dell'infinito,
doloroso inestinguibile desiderio
di comune origine.

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