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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Rosario della sera estiva


Di giorno come puledro libero
mordendo carrube vagavo nel vasto
campo cinto di mandorli e carrubi.
Tra l'odore appassito che dalla madia
esalava, le antiche madri col sonnolento
rosario, fatti e speranze alternavano
del giorno appena trascorso.
A poco a poco s'ingemmava
la sera di stelle, per lunghe litanie
assonnati i bimbi posavano
dai lieti clamori finché il sonno
improvviso chiudeva occhi e cuori.
Là fuori nella campagna il tonfo
di un frutto e, al rosso chiarore
del lume, il ronzio lieve delle notturne
farfalle rompevano il silenzio
oscuro che appena intorbidava
il nostro vivere di attese
privo di malinconia e noia.
Infinito tempo stillante ombre
e acerbi incanti nemmeno presagiti
in quei sublimi luoghi dell'infanzia!

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