Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Poesia di Vincenzo Fiaschitello
La canzone del re


Sussurrava il cuore del vento
nel bosco di Baulì obliqui
colloqui con tutti gli esseri
intorno che svanivano
in spazi di aria e di acqua
dove perdutamente si tuffava
la mente fulminata dall'ansia.
Mi sentivo ombra di ogni corpo
ombra che pure avvertiva
il lamento indomabile che saliva
dalle cose e aspirava il selvaggio
odore di resina e il profumo
di verdi tamerici.
Alba e tramonto,felicità
e infelicità, giorno e notte
insieme vagavano mano nella mano.
Ero un'anima che ora poteva
morire ora essere immortale.
Che importa -mi dicevo-
se è la luce che fugge dagli occhi
o se sono gli occhi che respingono
la luce: il buio, quel buio,
è sempre sacro.
E' dolce e amaro aprire
il vaso di Pandora dei ricordi,
petali dispersi al vento d'autunno;
ma è così che si muove il mondo
sotto un cielo che spruzza
d'ogni parte diafane illusioni.
Alla mirra si accompagna l'incenso,
al vero il falso,al bene il male.
Riavvolgiamo la memoria,
matassa del tempo,
per sentire il respiro del giorno
e sorridere della scienza
della lontana infanzia,quando
il sole al tramonto inabissandosi
nell'azzurro mare del sud
lavava l'acceso rosso
per mostrarsi all'alba
levandosi dietro i monti
nel suo bianco fulgente splendore.
Ma dimmi se mai ,mai
puoi invidiare il bimbo
che invece di offrire le tenere palme
alla verga del duro e antico maestro
ora impara la tabellina del tre
con la dolce canzone del re.

A Corrado Leone