Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Rammento quel tempo così lungo
Di giorno raccoglievamo
bossoli sparati e carrube
dimenticate che il vento
abbacchiava, di notte alla fioca
luce di una lanterna ondeggianti
lumache bavose che tardavano
a rifugiarsi negli anfratti
e nelle fessure dei muri a secco.
Era il nostro dire, silenzioso
e colmo di dolcezza.
Se ci imbattevamo all'improvviso
sul roseo fiore di un fungo
cresciuto sul tronco di un carrubo,
un grido si levava di gioia e meraviglia.
Deliziosamente a pranzo si gustava
con cipolla e pomodoro.
Già da tempo una virgola di luna
s'era nascosta dietro i colli
digradanti verso il mare.
L'oscurità era perfetta a pochi
passi dal lume, la carezza del vento
sul nostro volto sentivamo
e il fruscio ondoso delle cime degli ulivi.
Rammento quel tempo così lungo,
quell'infanzia e adolescenza
che avevano stasi e scatti improvvisi.
