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sentiero
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Qualcuno verrà

Se corro per un sentiero
sconosciuto, mi sembra
di avere le ali,
le mie ossa sono leggere
come quelle degli uccelli
che volteggiano nell'aria.
Le spighe, che il vento scrolla,
sono secche e vuote.
Ecco, le formiche sono in pena,
battono un cammino
che non dà ristoro. Se non portano
il carico al loro nido,
chi ha il potere di infliggere punizioni,
lo farà senza esitazioni.
Nessuno punirà il mio corpo.
Ma ora pesa il respiro,
c'è un'ombra sulle mie ossa,
ho una febbre da cavallo.
L'azzurrità malata di un giorno triste
sosta sulla mia testa. E non ho voglia
di portare il mio corpo in altro luogo
a lasciare impronte di malinconia.
Meglio restare in silenzio nella giungla
dei pensieri, tra le quattro pareti di casa.
Qualcuno verrà.
A visitarmi qualcuno verrà!