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roulette rosso
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Roulette

Non è il rosso dei cocomeri
né il rosso dei peperoni,
il rosso della roulette quando
la pallina rimbalzando
capricciosamente vi si ferma.
Trentadue rosso, dodici
rosso...rosso...rosso...
Così ripete fra sé il giocatore
oppresso da un sogno
che come in un rettilineo
si sposta sempre più avanti.
-" Ora l'orecchio destro mi tocco
tre volte, ritiro le dita dei piedi
entro la scarpa sinistra, chiudo
e apro gli occhi"-
Un rito che aiuta il dito
della sua mano a puntare, spingendo
una pila di fiches, e a sfidare la fortuna.
Ma questa sera non è amica la luna.
L'emozione del rosso sale fino
alla radice dei capelli, la distesa
del tavolo verde per un istante
è un prato di primavera tappezzato
di rossi papaveri.
Non fiorisce il rosso, la voce
del croupier spegne ogni speranza.
Rossi gli occhi di pianto rappreso,
pallido il volto, rossa di sangue la camicia,
all'altezza del cuore!