
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Partorisce onde
Partorisce onde il mattutino
mare battuto dallo scirocco
e la bianca luna velata sta
a guardare indifferente,
vigila Venere e l'alba annuncia.
Il mondo si sveglia tra rumori
di motori e strida di gabbiani,
un frastuono di bottiglie irrompe
dal ventre di un verde automezzo.
Poi una quiete infida e di nuovo
il silenzio è fatto a pezzi.
Un timido passero posato
su un'antenna accenna un canto
scuotendo le ali e poi lontano vola.
E' l'ora ritrovata del sole estivo,
del sole che porta odore di basilico.
E' l'ora ritrovata di fatalità mortale
che giunge da un tempo profondo
come l'abisso del mare, da un luogo
senza luogo, da un volto con gli occhi
colmi di tristezza e dallo sguardo
fisso di marmo bianco.
Sei di pietra e di fango e continui
a sognare come nuvola che trasvola
di qua e di là senza meta nel cielo
dal vento lapidato.
