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Paolo e Virginia
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Paolo e Virginia

Ti accostavi alla cisterna a udire
l'eco dell'eterna voce umana.
Accanto a me bevevi un po'
di malinconia che cerchiava
l'adolescente cuore, pensando
al mare azzurro e calmo dove
immaginavo di immergere
il mio remo con ritmo ansioso
e furioso, pur sapendo che nulla
può cambiare: gioie e dolori
della vita sono da vivere
immutabilmente così come
ci è stata data.
Poi insieme si correva in tondo,
improvvisamente allegri, nell'aia
dove un tempo cavalli bendati
scalpitavano calpestando
le bionde spighe di grano.
Le pagine di Paolo e Virginia
tanto avevano infiammato la mia fantasia
che trascinavo con forza l'inconsapevole
compagna su un piccolo terrapieno
e commosso le additavo l'orizzonte,
invitandola a contemplare il mare,
a odorare la zagara del limone che cresceva
lì accanto, fino ad aspettare il tramonto
e l'accensione delle prime stelle.

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