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madreteresa 
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Alle donne

Forse tardi l'uomo è maturato
al fuoco della vita,
è tempo che, parafrasando Giovenale,
dica con convinzione che alla donna
"maxima debetur reverentia".
Tante le virtù possedute dalle donne!
Dalle donne più umili, quando la sera,
sedute sulla soglia di casa, con le mani
ossute sul grembo aspettavano lo sposo,
a quelle più austere, coraggiose, illuminate,
come Ipazia, Caterina da Siena, Giovanna
d'Arco, Teresa di Calcutta.
E come dimenticare Maria, che gli uomini
hanno addirittura chiamata "Madre di Dio"?
Io credo che verrà il giorno in cui la donna
si libererà di quella costola, costatale
tanto dolore e lacrime per lunghi secoli.
Questo giorno però non è ancora sorto
all'orizzonte, se odo donne che alla finestra
lanciano un grido di disperazione che si perde
nel vuoto dell'indifferenza e spesso è rosso
come il geranio innaffiato al mattino.
Non abbassare la guardia, donna!
Ricordati che non sempre le pubbliche parole
rispondano al vero: tu stai scalando montagne
alte e rocciose. Il cammino è tracciato,
ma ancora irto di difficoltà.
Troppe volte le parole si sono ammutinate
e hanno portato indietro il veliero
là dove è partito con gioia e fiducia.
Abbiamo il dovere di riconoscere alla donna
un solo diritto incontestabile: essere persona...
libera! Nient'altro. Punto di partenza e di arrivo.
Tutto il resto è corollario!
Eppure l'uomo pubblico dovrà pagare il conto
per aver costretto alla sterilità i ventri
delle nostre donne!