Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Palazzo Tasca di Noto
Anche il culto della memoria
se ne andrà per vie che mai
sapremo, come nebbia d'autunno,
dove non scorgeremo nemmeno
il dolore lasciato sulle pietre di casa.
Altri occhi guardano, altri passi
risuonano, il tempo si è mangiato
la mia gioia di fanciullo, il tuo viso.
Questo per dirti, madre, che ho visto
quelle colonne e scale, un tempo strappate,
ora ricucite per ospiti venuti da lontano.
Lascia calare la notte, si può anche
non piangere per la vita che è stata.
