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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Non so perché

Non so perché non riusciamo
a seppellire la dura paura
del non esistere; pure per lunghi
secoli passati abbiamo dormito
nel nulla e nel nulla dormiremo
per altri innumerevoli secoli futuri.
Non abbiamo che quest'ora breve.
Lasciatemi dunque cogliere il profumo
di quella prima rosa che al sole brilla
nella siepe, lasciatemi scaldare al tepore
di questa avanzata primavera cui strizza
il lucido occhio la lucertola.
La nostra vita, lampo che si nutre al fuoco
indomabile che dal cielo saluta il giorno!
Remoto sei mio tempo di giovinezza,
dalla porta sempre divaricata,pronto
ad accogliere ogni sorta di dolce illusione,
allora che del poi non ti chiedevi.
Ti dissetavi spesso all'ombra della luna,
pregando la notte di disvelare il mistero della vita.
Non tornerà mai più questo mattino
che dalle marine acque sereno si leva
a sbigottirmi il cuore.